Ashtanga Vinyasa Yoga


Uno yoga dinamico che richiede impegno, modella il corpo e lo depura profondamente bruciando tossine.
Il respiro sincronizzato al movimento è il cuore dell’ Ashtanga Yoga e ci aiuta a ritrovare calma e chiarezza mentale.
Praticando con costanza si inizia ad essere presenti a sé stessi e passo dopo passo ci si avvicina ad un’etica e ad un’ecologia del vivere.

Carla Ricci ha iniziato a praticare Ashtanga Vinyasa Yoga nel 1993 seguendo il metodo tradizionale, che ha poi arricchito dedicandosi per anni allo studio di metodi (dinamica delle spirali e anatomia) che aiutano ad evitare danni muscolari ed articolari durante la pratica.
Insegna questo stile di yoga da 31 anni, accompagnando gli allievi ad un ascolto svuotato dalla competizione e dall’esecuzione esteriore, stimolando l’attenzione a sentire le possibilità del nostro corpo e ad accoglierne i limiti.
Nell’insegnare dà una grande attenzione alla respirazione e una cura speciale ad evitare danni fisici.

UNA BREVE DESCRIZIONE SE VUOI COMPRENDERE LA SUA NATURA E LA DIVERSITA’ CON ALTRE FORME DI YOGA DINAMICO

NELLA TRADIZIONE: l’Ashtanga Vinyasa yoga è una delle numerose forme tradizionali di Hatha yoga.
Sia la scelta delle le posture yoga (asana) che la scelta del tipo di respirazione (pranayama) e tutti gli altri elementi di questa pratica, sono frutto dell’insegnamento di Guru Sri T. Krishnamacharya , Maestro di Sri K. Pattabhi Jois.
Il corpo viene vissuto come il tempio dell’esperienza yoga e come tale abbiamo il compito di mantenerlo in buona salute.

IL VINYASA : ciò che caratterizza questo tipo di yoga è il sistema del Vinyasa che significa conteggio dei respiri uniti ai movimenti fluidi
e dinamici, per entrare e uscire dalle posizioni yoga.

LA RESPIRAZIONE: il respiro (nella tecnica di Ujjayi pranayama) è il cuore di questo yoga e collega un asana (postura) all’altro in ordine preciso. Dall’ unione del movimento con il respiro si produce nel corpo un intenso calore che aiuta la circolazione del sangue e della linfa, mentre le tossine vengono eliminate attraverso il sudore. Viene stimolato così il nutrimento di tutte le cellule mentre il corpo libera ormoni benefici e sali minerali preziosi per la nostra salute.
Quando respiro e movimento fluiscono senza sforzo ed in perfetta armonia, allora la pratica si evolve nella leggerezza di una meditazione in movimento.

LE SEQUENZE DI POSIZIONI: ci sono sequenze fisse di posizioni che l’insegnante propone senza variazioni nel rispetto della tradizione.
La prima sequenza (yoga chikitsa) è considerata disintossicante e terapeutica per tutti gli organi interni e importante per l’allineamento del corpo.
La seconda sequenza (nadi shodhana) fortifica e purifica il sistema nervoso e le nadi (i “piccoli fiumi” di energia sottile che percorrono il nostro corpo) .
Le sequenze seguenti (stira bhagah samapta) associano forza e grazia nella pratica, richiedendo il più alto grado di flessibilità e di umiltà. Potremo quindi vivere appieno e senza impedimenti l’esperienza degli otto (ashtu) rami (anga) dello yoga secondo gli Yoga Sutra di Patanjali (testo classico e fondamentale nella pratica yoga)  da cui prende il nome questo tipo di yoga.

“Il massimo ideale dello Yoga è quello di compiere le azioni senza desiderio di una ricompensa personale, ma di offrire piuttosto i frutti a Dio. Compiere le azioni con la mente rivolta al loro risultato espande l’ego e ci tiene legati all’idea di un io e di un mio, mentre l’offrirne i risultati a Dio, ci porta ad abbandonarci al volere divino e a liberarci dall’idea di un Sé separato da noi stessi.”
Sri K. Pattabhi Jois*
*Citazioni dal libro “Yoga Mala”, di Sri K. Pattabhi Jois